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UNICO E 730 2020 - REDDITI 2019 - ISTRUZIONI PER L'USO

UNICO E 730_2020

Wolters Kluver Redditi 2020 2019 

OBBLIGHI LAVORATORI DIPENDENTI CLICCA QUI

 
Redditi PF (Persone Fisiche)
 
Il Modello REDDITI PF è lo strumento con cui le persone fisiche possono presentare la propria dichiarazione fiscale e si articola nei seguenti sub-modelli:
 
 
FASCICOLO 1 (obbligatorio per tutti i contribuenti) suddiviso in:
 
— FRONTESPIZIO costituito da tre facciate: la prima con i dati che identificano il dichiarante e l'informativa sulla privacy, la seconda e la terza che contengono informazioni relative al contribuente e alla dichiarazione;
— prospetto dei familiari a carico, quadri RA (redditi dei terreni), RB (redditi dei fabbricati), RC (redditi di lavoro dipendente e assimilati), RP (oneri e spese), LC (cedolare secca sulle locazioni), RN (calcolo dell'IRPEF), RV (addizionali all'IRPEF), CR (crediti d'imposta), DI (dichiarazione integrativa), RX (risultato della dichiarazione).
 
FASCICOLO 2 che contiene:
 
— i quadri necessari per dichiarare i contributi previdenziali e assistenziali e gli altri redditi da parte dei contribuenti non obbligati alla tenuta delle scritture contabili, nonché il quadro RW (investimenti all'estero) ed il quadro AC (amministratori di condominio);
— le istruzioni per la compilazione della dichiarazione riservata ai soggetti non residenti;
 
FASCICOLO 3 che contiene:
 
— i quadri necessari per dichiarare gli altri redditi da parte dei contribuenti obbligati alla tenuta delle scritture contabili: Novità del Mod. Redditi PF 2020.
Di seguito si riportano le principali novità del Mod. Redditi PF per il periodo di imposta 2019.
 
Scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille, del 5 per mille e del 2 per mille dell’IRPEF. La Scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille dell’IRPEF può essere utilizzata sia che il contribuente sia tenuto alla presentazione del Mod. Redditi PF sia che ne risulti esonerato. In quest’ultimo caso, la Scheda viene presentata solo per esprimere la volontà di destinare l’8, il 5 o il 2 per mille dell’IRPEF agli scopi desiderati dal contribuente. Dal 2019 sia ampliano le possibilità di vincolare gli utilizzi cui lo Stato deve destinare l’8 per mille dell’IRPEF potendo scegliere tra le seguenti finalità:
 
1.  Fame nel mondo;
 
2. Calamità naturali (Terremoto, Uragano, esondazione fiumi, etc.);
 
3. Edilizia scolastica;
 
4. Assistenza ai rifugiati;
 
5. Beni culturali (gestiti dallo Stato, dalle Regioni, dai Comuni o da Enti e/o Associazioni e Società di diritto privato.
 
La scelta del contribuente si esprime riportando il codice 1, 2, 3, 4, o 5, nella nuova casella posta nel riquadro “Stato” della Scheda inclusa nel Mod. Redditi PF. L’elenco dei suddetti codici è reperibile nelle annotazioni poste in calce al modello della Scheda.
 

Familiari a carico

 
L’elenco dei familiari che possono essere considerati a carico del contribuente include ora i figli di età non superiore a 24 anni che nel 2019 hanno conseguito un reddito complessivo non superiore a Euro 4.000. La novità è stata introdotta dall’ art. 1, comma 252, L. 205/2017 che ha modificato il 2° comma dell’ art. 12 del T.U.I.R. Il successivo comma 253 ha poi stabilito che tale norma si applica a partire dal 1°  gennaio 2019.
Nella quantificazione del reddito del familiare a carico si considerano anche le seguenti somme nonostante non partecipino alla formazione del reddito complessivo:
 
a. il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni;
 
b. le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche e consolari, Missioni, Santa Sede, Enti gestiti direttamente da essa ed Enti Centrali della Chiesa Cattolica;
 
c. la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato;
 
d. il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale dei contribuenti minimi;
 
e. il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime dei contribuenti forfetari.

 

Quadro RC - Redditi da lavoro dipendente

 
Il Quadro RC viene modificato per tenere conto delle novità previste per i benefici spettanti ai c. d. Impatriati. Si tratta di quei soggetti che dopo aver lavorato per un certo periodo all’estero decidono di ristabilire la propria residenza in Italia. Le novità riguardano, in particolare, coloro che hanno trasferito la residenza a decorrere dal 30 aprile 2019 i cui redditi da lavoro dipendente e assimilati concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura:
 
— del 30% nella generalità dei casi;
 
— del 10% per quelli la cui residenza è stata trasferita in: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia;
 
— del 50% per gli sportivi professionisti, a condizione che sia effettuato il versamento di un contributo dello 0,5% della base imponibile secondo le modalità individuate con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
La spettanza delle suddette agevolazioni viene segnalata compilando la casella “Casi particolari” della “Sezione I – Redditi di lavoro dipendente e assimilati” del Quadro RC in cui andranno riportati, rispettivamente, i codici 6, 8 e 9.
 
Rimangono tuttora in essere le agevolazioni già in vigore riguardanti:
 
— i docenti e i ricercatori, cui si applica una riduzione del 10% e la cui condizione viene individuata dal codice 2 della casella “Casi particolari”;
 
— i lavoratori impatriati rientrati in Italia fino al 29 aprile 2019, il cui reddito imponibile è ridotto del 50% e che vengono individuati dal codice 4 della casella “Casi particolari”.
 
Altra novità riguarda i Dipendenti del comparto sicurezza e difesa: cioè gli appartenenti al personale delle Forze di polizia o delle Forze armate, compreso il Corpo delle capitanerie di porto, in costanza di servizio nel 2019, titolari di reddito complessivo di lavoro dipendente non superiore, in ciascun anno precedente, a 28.000 Euro, e ai quali spetta una riduzione dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali (art. 45, c. 2, D.Lgs. n. 95/2017), sul trattamento economico accessorio comprensivo delle indennità di natura fissa e continuativa. La spettanza di tale riduzione è indicata nel punto 381 della Certificazione Unica 2020 ma la relativa misura e le modalità applicative della stessa devono essere individuate annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
 
Se la detrazione d’imposta non trova capienza sull’imposta lorda di cui al rigo RN5 del Quadro RN, la parte eccedente può essere fruita in detrazione dell’imposta dovuta sulle medesime retribuzioni corrisposte nell’anno 2019 ed assoggettate all’aliquota a tassazione separata ex art. 17 T.U.I.R.. 
 
La spettanza di questa detrazione non va indicata nel Quadro RP ma, invece, nella nuova “Sezione VI – Detrazione per comparto sicurezze e difesa” del rigo RC15 del Quadro C, ove si riporteranno gli importi:
 
1. della detrazione indicato nel punto 382 della Certificazione Unica 2020 o, nel caso di più Certificazioni Uniche, la somma degli importi indicati nei punti 382 di tutte le Certificazioni Uniche;
 
2. della detrazione indicato nel punto 383 della Certificazione Unica 2020 o, nel caso di più Certificazioni Uniche, la somma degli importi indicati nel punto 383 di tutte le Certificazioni Uniche;
 
3. della detrazione indicato nel punto 516 della Certificazione Unica 2020 o, nel caso di più Certificazioni Uniche, la somma degli importi indicati nei punti 516 di tutte le Certificazioni Uniche. 
La nuova Sezione VI consente anche il recupero della detrazione spettante eventualmente non riconosciuta dal sostituto di imposta purché nelle annotazioni alla Certificazione Unica 2020 sia presente il codice BO.
 

Quadro CR – Crediti d’imposta

Il Quadro CR non registra cambiamenti sostanziali. Le uniche novità vengono registrate nella Sezione XII
– Altri crediti di imposta in cui vengono previsti due nuovi codici utilizzabili dai contribuenti che decidono di
avvalersi dei crediti di imposta previsti a fronte di erogazioni liberali a favore degli impianti sportivi (c.d.
sport bonus) e per bonifiche ambientali.
Lo sport bonus è un beneficio istituito con la Legge di bilancio per il 2019 (art. 1, commi 621 e 622)
rappresentato da un credito di imposta che matura a fronte di somme erogate a favore di enti gestori o
proprietari di impianti sportivi pubblici. Per godere dell’agevolazione non basta l’erogazione delle somme
per le finalità previste ma occorre la previa presentazione di un’apposita domanda secondo le modalità
disciplinate dal DPCM 30/04/2019. Sulla base delle richieste già presentate, l’Ufficio dello sport ha
pubblicato, con decreto del 23/12/2019, l’elenco dei soggetti ammessi al beneficio che sono identificati da
appositi numeri seriali. Pertanto, solo i contribuenti che figurano nel suddetto elenco possono beneficiare
dello sport bonus per l’anno 2019.
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Il credito di imposta:
— è pari al 65% delle somme erogate;
— è riconosciuto nel limite del 20% del reddito imponibile del contribuente;
— va ripartito in 3 quote annuali di pari importo;
— non può essere cumulato con altre agevolazioni fiscali previste da altre disposizioni di legge a
fronte delle medesime erogazioni;
— richiede che le erogazioni liberali vengano effettuate tramite bonifico bancario, bollettino postale,
carte di debito, carte di credito e prepagate, assegni bancari o circolari;
— deve essere indicato nella Sezione XII del Quadro CR, indicando nel rigo CR31 il codice 3.
Il Credito d’imposta per bonifica ambientale è sempre collegato ad erogazioni liberali in denaro
effettuate nel corso del 2019. Anch’esso è stato istituito con la Legge di bilancio per il 2019 (art. 1, commi
da 156 e 161). A differenza dello sport bonus, trattasi di somme erogate per interventi su edifici e terreni
pubblici, sulla base di progetti presentati dagli enti proprietari, ai fini della bonifica ambientale, compresa la
rimozione dell’amianto dagli edifici, della prevenzione e del risanamento del dissesto idrogeologico, della
realizzazione o della ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate e del recupero di aree dismesse di
proprietà pubblica.
Le disposizioni attuative sono individuate con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
Il credito di imposta:
— è pari al 65% delle somme erogate;
— è riconosciuto nel limite del 20% del reddito imponibile del contribuente;
— va ripartito in 3 quote annuali di pari importo;
— si indica nella Sezione XII del Quadro CR, indicando nel rigo CR31 il codice 4.
Quadro RP - Detrazioni d'imposta
Il Quadro RP registra tre novità:
1.
la variazione del tetto massimo previsto per spese di istruzione che danno diritto alla detrazione del
19%, da indicare nella Sezione I Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%, del 26%,
del 30% e del 35%;
2.
la detrazione per il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione;
3.
la detrazione per le spese sostenute per le infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici.
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Queste ultime due detrazioni si indicano nel nuovo rigo RP56 della Sezione IIIC Altre Spese per le quali
spetta la detrazione del 50%.
La Detrazione per spese di istruzione è pari al 19% dell’ammontare sostenuto nel periodo di imposta e
si indica con il codice 12 in uno dei righi da RP8 a RP31 del Quadro RP. Per l’anno 2019 le spese che
danno diritto a questa detrazione non possono superare il tetto di Euro 800 per ciascun alunno o studente
e la detrazione spetta anche se le spese sono state sostenute per i familiari fiscalmente a carico del
contribuente. In precedenza, detto limite era fissato in Euro 786. Qualora siano state sostenute spese
riferite a più di un soggetto a carico, è necessario compilare un rigo separato per ciascuno di essi. In tali
importi vanno ricomprese anche le spese indicate, con il codice 12, nella sezione “Oneri detraibili” della
Certificazione Unica (punti da 341 a 352). Non danno diritto alla detrazione le spese sostenute nel 2018
che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e
che nella Certificazione Unica figurano, sempre con il codice 12, nella sezione “Rimborsi di beni e servizi
non soggetti a tassazione – art. 51 Tuir” (punti da 701 a 706).
La Detrazione per il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione (c.d. “pace contributiva”) spetta
ai lavoratori dipendenti iscritti all’assicurazione generale IVS, alle forme sostitutive ed esclusive della
medesima e alla gestione separata ex L. 335/95, privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non
già titolari di pensione, ai quali l’art. 20, D.L. n. 4/2019, ha offerto la possibilità di riscattare, in tutto o in
parte, i periodi antecedenti alla data di entrata in vigore del suddetto decreto compresi tra l'anno del primo
e quello dell'ultimo contributo comunque accreditato nelle suddette forme assicurative, non soggetti a
obbligo contributivo e che non siano già coperti da contribuzione, comunque versata e accreditata, presso
forme di previdenza obbligatoria, parificandoli a periodi di lavoro. È possibile riscattare massimo cinque
anni, anche non continuativi. Oltre a ciò, l’onere sostenuto per il riscatto degli anni non coperti da
contribuzione, può essere detratto dall’imposta lorda nella misura del 50% ripartita in 5 quote annuali di
pari importo nell’anno di sostenimento della spesa e in quelli successivi.
La detrazione spetta:
— anche ai superstiti dell’assicurato o dai suoi parenti ed affini entro il secondo grado che hanno
presentato domanda e sostenuto l’onere per conto dell’assicurato stesso;
— sull’ammontare effettivamente versato nel corso del 2019.
Non danno diritto alla detrazione:
1.
la spesa sostenuta nel 2019 che nello stesso anno è stata fruita in sostituzione delle retribuzioni
premiali (punti 581 e/o 601 della CU 2020);
2.
i contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico per i quali spetta la
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detrazione prevista per gli inoccupati (codice 32 dei righi da RP8 a RP11 del Quadro RP);
3.
gli oneri contributivi indicati come deduzioni dal reddito complessivo nel rigo RP21 del Quadro RP. In
sostanza, per queste somme è data la scelta al contribuente se fruirle come oneri deducibili o
avvalersi della detrazione del 50%.
La detrazione va indicata nella Sezione IIIC “Altre spese per le quali spetta la detrazione del 50%”
riportando nella prima colonna del rigo RP56 il codice 1.
Da ultimo, la detrazione per colonnine di ricarica che è stata introdotta con la legge di Bilancio 2019 (L.
n. 145/2018, art. 1, c. 1039), è pari al 50% della spesa sostenuta dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021
per l’acquisto e l’installazione di colonnine di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica. La spesa
sostenuta non può comunque superare i 3.000 Euro e la detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari
importo. Danno diritto alla detrazione le spese relative all’acquisto e alla posa in opera di infrastrutture di
ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, ivi inclusi i costi iniziali per l'aumento di potenza del
contatore elettrico domestico fino ad un massimo di 7 KW e le opere strettamente funzionali alla
realizzazione dell’intervento. Le infrastrutture devono essere costituite da uno o più punti di ricarica con
potenza in KWh standard (pari o inferiori a 22 KWh) e non devono essere accessibili al pubblico. Per
beneficiare della detrazione le spese per gli interventi agevolabili devono essere rimaste a carico dei
contribuenti che le hanno sostenute e devono riguardare installazioni effettuate in immobili o aree detenuti
dal contribuente in base ad un idoneo titolo (es. edifici residenziali privati, pertinenze-recinzioni di edifici
residenziali privati o officine di manutenzione o di riparazione). Sono agevolabili anche le spese
documentate rimaste a carico del contribuente, per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica
sulle parti comuni degli edifici condominiali.
I pagamenti devono essere stati effettuati con bonifico bancario o postale ovvero con altri mezzi di
pagamento tracciabili quali, ad esempio, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
L’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili non è richiesto per i versamenti da effettuarsi con modalità
obbligate in favore di pubbliche amministrazioni. Il contribuente deve conservare ed esibire, a richiesta
degli uffici finanziari, le fatture, le ricevute fiscali, la ricevuta del bonifico e altra idonea documentazione
comprovante le spese effettivamente sostenute.
La detrazione si indica nella Sezione IIIC “Altre spese per le quali spetta la detrazione del 50%”
riportando nella prima colonna del rigo RP56 il codice 2.
Quadro RE - Redditi di lavoro autonomo derivanti dall'esercizio di arti e professioni
Nel Quadro RE le uniche novità sono quelle riguardanti le modifiche apportate alla disciplina di tassazione
del reddito prodotto dai professionisti rientranti nella categoria dei c.d. impatriati. Tali contribuenti si
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caratterizzano per aver lavorato all’estero per almeno due anni e aver poi deciso di ritrasferire la propria
residenza in Italia impegnandovi a rimanervi. L’agevolazione consiste in una riduzione variabile della
quota imponibile del reddito di lavoro autonomo prodotto nello Stato e per avvalersene il contribuente deve
indicare gli appositi codici nella casella “Impatriati” posta nella Sezione “Determinazione del reddito” del
Quadro RE.
Il reddito da dichiarare è ridotto al:
— 10 per cento (codice 1 della casella Impatriati) nel caso dei ricercatori e dei docenti che, dopo
aver risieduto non occasionalmente all’estero, vengono a svolgere la loro attività in Italia e spetta
dal periodo d’imposta in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente in Italia per poi proseguire
nei tre successivi, a condizione che il contribuente non ritrasferisca la residenza all’estero (art. 44
D.L. n. 78/2010). Sono agevolati esclusivamente i redditi derivanti da rapporti aventi ad oggetto
attività di docenza e ricerca svolte in Italia mentre ne restano esclusi: eventuali altri redditi che il
lavoratore dipendente o l’esercente arti e professioni consegua in Italia; i redditi di lavoro
dipendente o di lavoro autonomo che il soggetto residente produce all’estero in qualità di docente
o ricercatore. (Circ. 23 maggio 2017, n. 17/E);
— 50 per cento se il lavoratore autonomo si è trasferito in Italia prima del 30 aprile 2019, ma
possiede i requisiti di cui all’articolo 16, comma 1 o 2 del D.Lgs. n. 147/2015. In tal caso, si deve
indicare il codice 1 nella casella “Impatriati” (Circ. n. 17/E/2017). Analogo trattamento è riservato
ai contribuenti che si sono trasferiti in Italia entro il 31/12/2015 e vi hanno avviato un’attività di
impresa o di lavoro autonomo a condizione che abbiano previamente esercitato l’opzione prevista
dal comma 4 del citato art. 16, D.Lgs. 147/2015. Anche costoro devono indicare il codice 1 nella
casella “Impatriati” del Quadro RE;
— del 30 per cento per gli impatriati che hanno trasferito la residenza successivamente al 30 aprile
2019;
— del 10 per cento per i medesimi soggetti ma la cui residenza è stata trasferita in: Abruzzo, Molise,
Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia;
— del 50 per cento per gli sportivi professionisti, a condizione che sia effettuato il versamento di un
contributo dello 0,5% della base imponibile secondo le modalità individuate con apposito decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri.
In questi ultimi tre casi, la spettanza dell’agevolazione viene segnalata indicando nella casella
“Impatriati” del Quadro RE i codici 2, 4 e 5.
Quadro RF - Reddito d'impresa in regime di contabilita' ordinaria
Anche il Quadro RF incorpora le novità registrate nella disciplina dei c.d. impatriati cui spetta la limitata
imponibilità del reddito di impresa prodotto nelle seguenti misure:
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— 50 per cento (codice 1, della casella “Impatriati” della Sezione Determinazione del Reddito del
Quadro RF) per gli imprenditori trasferitisi in Italia prima del 30 aprile 2019;
— 30 per cento (codice 2, della casella “Impatriati” della Sezione Determinazione del Reddito del
Quadro RF) per gli imprenditori trasferitisi dopo il 30 aprile 2019;
— 10 per cento (codice 4, della casella “Impatriati” della Sezione Determinazione del Reddito del
Quadro RF) per gli imprenditori trasferitisi dopo il 30 aprile 2019 nelle regioni: Abruzzo, Molise,
Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia.
Le altre modifiche riguardano:
• l’aggiunta della colonna 3 nel rigo RF50, denominata “Documentazione” e destinata
all’indicazione della quota annuale deducibile dei redditi per i quali si è scelto di avvalersi del c.d.
Patent box optando per la nuova modalità introdotta dall’art. 4, D.L. 34/2019. Tale novità
consente di evitare la procedura di ruling prevista dall’art. 31, D.P.R. 600/73, purché il
contribuente predisponga una specifica documentazione con cui dimostrare come ha calcolato il
reddito agevolabile. Si ricorda che il possesso di tale documentazione va comunicato all’Agenzia
delle entrate barrando la casella 2 del rigo RS147 del Quadro RS;
— la proroga (art. 1, D.L. 34/2019) anche per il 2019 delle agevolazioni previste per i
superammortamenti con conseguente necessità di continuare ad indicare, tra le “Altre variazioni
in diminuzione” il maggior valore delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria
relativi a detti investimenti, esclusi i veicoli e gli altri mezzi di trasporto di cui all’art. 164, comma 1,
del TUIR. In particolare, nel rigo RF55 va indicato: il codice 79, in caso di acquisti effettuati nel
2019 che godono della maggiorazione del 30%. È richiesto che i suddetti acquisti siano stati
effettuati tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2019 o entro il 30/06/2020 a condizione che entro il
31/12/2019 l’ordine sia stato accettato dal venditore e siano stati corrisposti acconti in misura
almeno pari al 20% del costo di acquisizione. La maggiorazione del costo non si applica sulla parte
di investimenti complessivi eccedente il limite di 2,5 milioni di euro.
Quadro RG - Reddito d'impresa in regime di contabilita' semplificata
Le novità introdotte nella disciplina dei c.d. impatriati impattano anche sul Quadro RG di cui vengono
modificate le istruzioni per la compilazione della casella “Impatriati, Art. 16 D.Lgs. 147/2015”, della
Sezione “Determinazione del reddito”, che sono state integrate con le nuove codifiche necessarie per
indicare le varie condizioni di spettanza dell’agevolazione e, di conseguenza, determinare la quota di
reddito esente di cui tali contribuenti possono beneficiare. I codici da indicare in tale casella possono
essere:
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— codice 1 per gli imprenditori trasferitisi in Italia prima del 30 aprile 2019 il cui reddito imponibile è
ridotto al 50 per cento;
— codice 2 per gli imprenditori trasferitisi dopo il 30 aprile 2019 il cui reddito imponibile è ridotto al 30
per cento;
— codice 4 per gli imprenditori trasferitisi dopo il 30 aprile 2019 nelle regioni: Abruzzo, Molise,
Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia, il cui reddito imponibile è ridotto al 10
per cento.
Per il resto le modifiche a questo Quadro rispecchiano quelle apportate al Quadro RF consentendo di
tenere conto:
• per coloro che scelgono di avvalersi del c.d. Patent box, di optare per la nuova modalità introdotta
dall’ art. 4, D.L. 34/2019 che consente di evitare la procedura di ruling prevista dall’ art. 31, D.P.R.
600/73, purché il contribuente predisponga una specifica documentazione con cui dimostrare come
ha calcolato il reddito agevolabile. In questo caso, la quota annuale deducibile dei redditi per i quali
si è scelto di sfruttare il Patent box va indicata nella colonna 3 nel rigo RG23, denominata
“Documentazione”. Si ricorda che il possesso di tale documentazione va comunicato all’Agenzia
delle entrate barrando la casella 2 del rigo RS147 del Quadro RS;
— della proroga (art. 1, D.L. 34/2019) anche per il 2019 delle agevolazioni previste per i
superammortamenti con conseguente necessità di continuare ad indicare, tra le “Altre variazioni
in diminuzione” il maggior valore delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria
relativi a detti investimenti, esclusi i veicoli e gli altri mezzi di trasporto di cui all’art. 164, comma 1,
del TUIR. In particolare, nel rigo RG22 va indicato: il codice 44, in caso di acquisti effettuati nel
2019 che godono della maggiorazione del 30% (c.d. superammortamenti). È richiesto che i
suddetti acquisti siano stati effettuati tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2019 o entro il 30/06/2020 a
condizione che entro il 31/12/2019 l’ordine sia stato accettato dal venditore e siano stati corrisposti
acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. La maggiorazione del costo non si
applica sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 2,5 milioni di euro.
Quadro LM contribuenti minimi e forfetari
Nel corso del 2019, all’Agenzia delle entrate è stato chiesto di fornire il proprio orientamento in merito al
trattamento fiscale della quota di reddito derivante dalla cessione di diritti d’autore o utilizzo di opere
d’ingegno da parte dei contribuenti che hanno adottato il regime forfetario ( art. 1, commi da 54 a 89, L.
190/2014). Nella Risposta n. 517 del 12/12/2019, l’Agenzia, ha stabilito che qualora i compensi derivanti
da diritti d’autore o utilizzo di opere d’ingegno fossero inquadrabili nell’ambito dell’attività di lavoro
autonomo esercitata dal contribuente in qualità di soggetto forfetario, gli stessi non sarebbero soggetti a
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ritenuta d’acconto da parte dei committenti ma, come già affermato dalla Circolare 9/E del 10/4/2019,
concorrerebbero alla formazione del tetto di 65.000 Euro ai fini dell’accesso o della permanenza nel
suddetto regime.
L’Agenzia non ha fornito indicazioni precise che consentano di stabilire quando i suddetti compensi
possono essere fatti rientrare nell’attività di lavoro autonomo svolta da contribuente forfetario limitandosi
ad affermare che tale circostanza: “ … sarà ritenuta sussistente se, sulla base di un esame degli specifici
fatti e circostanze, gli stessi non sarebbero stati conseguiti in assenza dello svolgimento dell'attività di
lavoro autonomo”. Ai fini della non applicabilità della ritenuta d’acconto, invece, i committenti hanno
l'onere di acquisire dal professionista una dichiarazione, sotto la propria responsabilità, che i compensi
percepiti per diritti d'autore sono correlati all'attività autonoma esercitata in regime forfetario.
Per quanto riguarda, invece, la tassazione di tali compensi, l’Agenzia ha confermato che restano
applicabili le modalità di determinazione del reddito previste dall’ art. 54, comma 8, T.U.I.R. in base al
quale gli stessi vanno ridotti, a titolo di forfetizzazione delle spese, di una quota pari al 25 o del 40 per
cento a seconda che il soggetto percettore abbia superato o meno i 35 anni.
Sul reddito in tal modo determinato (differenza tra compensi percepiti e quota forfetaria delle spese) va
comunque applicata l’imposta sostitutiva del 15 per cento spettante ai contribuenti forfetari, ridotta al 5 per
cento nel caso di nuove iniziative produttive.
Tutto ciò ha richiesto la modifica del Sezione II del Quadro LM in cui è stata inserita la nuova Colonna 4
destinata ad accogliere gli eventuali compensi percepiti dagli esercenti arti e professioni a seguito della
cessione dei diritti d’autore o utilizzo delle opere d’ingegno correlati allo svolgimento della propria attività
svolta in regime forfetario. Conseguentemente, il reddito imponibile dei contribuenti forfetari viene ora
determinato distinguendo i compensi derivanti:
— da cessione di diritti d’autore o utilizzo di opere dell’ingegno, che andranno ridotti del 25 o del 40
per cento in funzione dell’età del contribuente;
— dalla restante attività di lavoro autonomo su cui andranno applicati i coefficienti di redditività
derivanti dal codice attività adottato. Nel caso di specie, trattandosi prevalentemente di attività
professionali, il coefficiente più usato sarà quello del 78%.
Quadro RD – Reddito di allevamento di animali e reddito derivante da produzione di vegetali e da
altre attività agricole
Il Quadro RD deve essere usato per dichiarare i redditi derivanti:
• dall’attività di allevamento di animali per la parte eccedente i limiti di cui all’art. 32, c. 2, lett. b),
T.U.I.R. (animali allevati con mangimi ottenuti per almeno ¼ dal terreno) e determinato
forfetariamente ai sensi dell’art. 56, c. 5, T.U.I.R.;
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• dalle attività dirette alla produzione di vegetali eccedenti il limite di cui all’art. 32, c. 2, lett. b),
T.U.I.R. se il relativo reddito sia determinato ai sensi del comma 1, dell’art. 56-bis T.U.I.R.
• dalle altre attività agricole di cui ai commi, 2 e 3, dell’art. 56-bis T.U.I.R. (manipolazione,
conservazione, trasformazione, valorizzazione e commercializzazione di prodotti diversi da quelli
indicati nell'articolo 32, c. 2, lett. c), ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del
bosco o dall'allevamento di animali);
• dalle attività di agriturismo di cui alla L. 96/2006 se il relativo reddito è determinato ai sensi
dell’art. 5, c. 1, L. 413/91;
• dalle attività di enoturismo previste dall’art. 1, commi da 502 a 504, L. 205/2017;
• dalle attività di produzione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili
agroforestali e fotovoltaiche oltre i limiti di cui all’art. 1, c. 423, L. 266/2005, sempreché i relativi
redditi siano determinati secondo i criteri previsti dal suddetto comma 423.
Trattasi di redditi accomunati dall’essere determinati con modalità forfetarie e per i quali, a scelta del
contribuente, è possibile optare per la determinazione di essi con le ordinarie modalità di quantificazione
del reddito di impresa.
Anche tali soggetti possono beneficiare delle differenti riduzioni del reddito imponibile previste per coloro
che rientrano nel regime dei c.d. impatriati. La spettanza di tali agevolazioni richiede l’indicazione nella
casella “Impatriati Art. 16 D.Lgs. 147/2015” della Sez. IV Determinazione del reddito del Quadro RD delle
seguenti codifiche:
— codice 1 per gli imprenditori trasferitisi in Italia prima del 30 aprile 2019 il cui reddito imponibile è
ridotto al 50 per cento;
— codice 2 per gli imprenditori trasferitisi dopo il 30 aprile 2019 il cui reddito imponibile è ridotto al 30
per cento;
— codice 4 per gli imprenditori trasferitisi dopo il 30 aprile 2019 nelle regioni: Abruzzo, Molise,
Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia, il cui reddito imponibile è ridotto al 10
per cento.
Altra novità del Quadro RD riguarda il debutto, a partire dal periodo di imposta 2019, del regime speciale
delle attività di enoturismo che beneficia delle stesse agevolazioni previste per le attività agrituristiche.
Benché tale regime sia stato introdotto dall’art. 1, commi da 502 a 504, L. 205/2017, e quindi con
decorrenza dal 2017, la possibilità di avvalersene ha dovuto attendere il varo dell’apposito decreto
attuativo che ha visto la luce solo nel 2019 (DM n. 2779 del 12/03/2019).
Il nuovo regime ha comportato l’adattamento del rigo RD10 della SEZ. III Attività agricole connesse, in
cui è stata inserita la colonna 5 “Enoturismo” dove andranno riportati i ricavi derivanti da tale attività.
Come previsto dall’ art. 5, L. 413/91, il reddito derivante dall’attività di enoturismo sarà pari al 25%
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dell’ammontare dei relativi ricavi ed andrà riportato nella colonna 6 del rigo RD10.
Quadro RS – Prospetti comuni ai quadri RC, RD, RE, RF, RG, RH, e prospetti vari
L’ art. 4 del D.L. 34/2019 (c.d. decreto Crescita) ha modificato la disciplina del Patent box prevedendo
che, a partire dal periodo di imposta 2019, i soggetti che vogliono avvalersi di tale agevolazione possano
decidere di determinare e dichiarare il reddito agevolabile indicando le informazioni necessarie alla
predetta determinazione in idonea documentazione predisposta secondo quanto previsto da un
provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in
vigore del predetto decreto. Il provvedimento attuativo è stato emanato in data 30/07/2019.
La scelta per la determinazione diretta del reddito agevolabile, in alternativa all’ordinaria procedura di
ruling, deve essere fatta esercitando l’apposita opzione, che ha durata annuale ed è irrevocabile e
rinnovabile, da comunicare nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta al quale si riferisce
l’agevolazione. Ciò avviene barrando la casella 1 del rigo RS147 del Quadro RS. La casella 2 del
medesimo rigo va invece barrata per indicare il possesso della documentazione richiesta per
dimostrare le modalità con cui il reddito agevolabile è stato calcolato. Tale indicazione è necessaria perché
il comma 3 dell’art. 4 del decreto Crescita impone che affinché l’esibizione della suddetta
documentazione abbia valore al fine di evitare l’irrogazione delle sanzioni previste dall’ art. 1, comma 2,
D.Lgs. 471/97, il contribuente deve darne notizia all’Agenzia delle entrate nella dichiarazione relativa al
periodo di imposta per il quale beneficia dell’agevolazione.
La scelta di non avvalersi della procedura di ruling prevista dall’ art. 31-ter D.P.R. 600/1973, può essere
fatta anche qualora la stessa sia già stata attivata purché il relativo accordo non sia stato ancora concluso,
previa comunicazione all’Agenzia delle entrate dell’espressa volontà di rinuncia alla medesima
procedura.
La variazione in diminuzione conseguente allo sfruttamento del Patent box va ripartita in tre quote annuali
di pari importo da indicare nella dichiarazione dei redditi ed IRAP relativa al periodo di imposta in cui viene
esercitata l’opzione e e in quelle dei due periodi successivi. Nel Mod. Redditi PF, tali variazioni in
diminuzione si indicano nei righi RF50 colonna 3, e RG23 colonna 3, a seconda del regime contabile
adottato dal contribuente.
Quadro RQ - Altre imposte
Il quadro RQ tiene conto della reintroduzione (art. 1, comma 66, L. 145/2018) della possibilità di procedere
alla esclusione dal patrimonio dell’impresa individuale dei beni immobili strumentali ex art. 43
T.U.I.R. le cui plusvalenze (differenza tra valore normale e costo fiscalmente riconosciuto) vengono
tassate con un’imposta sostitutiva dell’8 per cento.
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Ciò ha comportato la reintroduzione della Sezione XXII Esclusione di beni immobili strumentali dal
patrimonio dell’impresa (art. 1, comma 66, L. 145/2018) destinata alla quantificazione di tale imposta
sostitutiva.
Sono state, inoltre, mantenute e modificate le Sezioni le sezioni XXIII-A, XXIII-B e XXIII-C (righi da
RQ86 a RQ93) per tenere conto delle proroghe riguardanti:
— la facoltà di rivalutare i beni d’impresa e delle partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio in
corso al 31 dicembre 2018;
— l’affrancamento ai fini fiscali dei maggiori valori che risultano iscritti nel bilancio dell’esercizio in
corso al 31 dicembre 2018;
— l’affrancamento del saldo di rivalutazione risultante dalle suddette rivalutazioni.
Quadro FC – Redditi dei soggetti controllanti non residenti (CFC)
Il quadro FC non registra particolari novità. Le uniche modifiche di rilievo riguardano:
— gli interventi operati sull’ art. 167, comma 7, T.U.I.R., che esclude la disciplina delle c.d. società di
comodo dalle norme applicabili alle CFC per la determinazione del reddito che queste ultime
devono imputare per trasparenza alle controllanti;
— la Sezione IV contenente il Prospetto per la determinazione degli interessi passivi non deducibili
adattato per tenere conto delle norme approvate con il D.Lgs. 142/2018, con cui è stata recepita la
Direttiva ATAD, cioè la direttiva europea antielusione n. 2016/1164/UE che, in pratica, introduce
nuove modalità di determinazione degli interessi passivi deducibili ex art. 96, T.U.I.R.
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