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PUNTO CAF 730/2020

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Scadenzario Settimanale

REVISORI DEI CONTI

Il revisore legale è un professionista che si occupa di revisione contabile, quindi esperto in contabilità,

SPESOMETRO RAVVEDIMENTO OPEROSO

Spesometro 2017 ravvedimento 

operoso sanzioni più miti

Il termine per la presentazione dello spesometro è scaduto il 6 aprile 2018. Per chi ha commesso errori o ha omesso l’invio dei dati, si pone il problema di come fare per rimediare. Le sanzioni sono pari a 2 euro per ciascuna fattura errata o non trasmessa, comunque entro il limite massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre (sanzioni ridotte al 50 per cento entro i primi 15 giorni). È però possibile evitare l’applicazione delle sanzioni se si ricorre al ravvedimento operoso.
Scaduto il termine del 6 aprile 2018 per l’invio della comunicazione delle fatture relativa al secondo semestre 2017 e/o la correzione di quella del primo semestre, per chi non ha ancora provveduto o si accorge di aver commesso un errore si pone il consueto dilemma: come fare per rimediare?
 
Le sanzioni, sono ben definite ma c’è sempre la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso per evitare la loro applicazione in misura piena.
 
La traccia su come procedere è contenuta nella risoluzione 28 luglio 2017, n. 104/E che riporta anche alcune utili tabelle con le relative riduzioni da ravvedimento.
 
Leggi anche Comunicazioni dei dati delle fatture: un riepilogo delle sanzioni Però, considerato che la disciplina sullo spesometro ha subìto nel frattempo alcune significative modifiche (a parte le proroghe, ci si riferisce, in particolare, alla possibilità, introdotta dalla manovra di fine anno, di ripresentare lo spesometro del primo semestre entro il 6 aprile senza scontare alcuna sanzione), qualche dubbio, a dire il vero, resta.
 
Proviamo a capirne qualcosa di più.
 
Il punto di partenza è l’art. 11, comma 2-bis del D.Lgs. n. 471/1997.
 
Secondo tale norma, per l'omissione o l'errata trasmissione dello spesometro si applica la sanzione amministrativa di 2 euro per ciascuna fattura, comunque entro il limite massimo
di 1.000 euro per ciascun trimestre (si ricorda che l’adempimento, a regime, è trimestrale, anche se è possibile optare per la presentazione semestrale).
 
La sanzione è ridotta alla metà (1 euro a fattura), entro il limite massimo di 500 euro, se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza stabilita, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.
 
Non si applica il cumulo giuridico.
 
Da segnalare che con il Collegato fiscale 2018:
 
- da un lato è stata ammessa la non sanzionabilità degli errori relativi alla trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute per il primo semestre 2017, a condizione che le comunicazioni siano effettuate correttamente entro il termine della comunicazione del secondo semestre (fissata dapprima al 28 febbraio 2018 e poi slittata al 6 aprile 2018);
- dall’altro è stato stabilito che la sanzione prevista per lo spesometro si applica in caso di trasmissione di dati incompleti o inesatti da parte dei soggetti passivi IVA che abbiano optato per l’uso del Sistema di Interscambio.
 
Come applicare il ravvedimento operoso Partendo da tale quadro normativo, per chi ha commesso una qualche violazione, si pone il problema di come evitare l’applicazione delle sanzioni piene ricorrendo all’istituto del
ravvedimento operoso.
 
A tale proposito, si ricorda che il ravvedimento operoso prevede una scala graduata di riduzioni delle sanzioni a seconda del ritardo con il quale si provvede a rimediare all’errore.
Più in particolare, per quello che interessa in questa sede, la sanzione è ridotta:
 
- ad 1/9 del minimo entro 90 giorni;
- ad 1/8 del minimo entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione;
- ad 1/7 del minimo entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione;
- ad 1/6 del minimo oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione e sino al termine di prescrizione (fissato nell’art. 57, D.P.R. n. 633/1972);
 
Sulla possibilità di applicare il ravvedimento allo spesometro non c’è alcun dubbio: infatti, la stessa Agenzia delle entrate, con la risoluzione 28 luglio 2017, n. 104/E ha fornito un quadro abbastanza esaustivo di come applicarlo all’adempimento di cui si discute (a dire il vero, nella risoluzione si fa riferimento anche all’altro adempimento “gemello” e cioè alla comunicazione trimestrale delle liquidazioni).
 
Applicando la norma sul ravvedimento operoso allo spesometro, occorre, però, fare una netta distinzione a seconda che la correzione della comunicazione avvenga entro 15 giorni oppure oltre.
Infatti, nel primo caso, come detto in precedenza, è previsto l’abbattimento del 50% delle sanzioni.
 
Pertanto, soffermandosi solo sulla scadenza del 6 aprile 2018, è possibile distinguere i seguenti casi:
 
 

 

    Ravvedimento effettuato 

Sanzione ridotta (per ogni fattura errata/omessa))                 Sanzione ridotta (per ogni fattura errata/omessa)
 

Correzione entro 15 giorni 

entro il 21 aprile 2018

Correzione oltre 15 giorni

dal 22 aprile 2018

entro il 5 luglio 2018

1/9 di 1 euro 1/9 di 2 euro

entro il 30 aprile 2019

1/8 di 1 euro 1/8 di 2 euro

entro il 30 aprile 2020

1/7 di 1 euro 1/7 di 2 euro

entro il 31 dicembre 2024

1/6 di un euro 1/6 di 2 euro

fino alla notifica dell'atto impositivo

1/5 di un euro 1/5 di 2 euro
Da ricordare, comunque, che:
- valgono sempre i limiti massimi di sanzionabilità pari a 1.000 euro (o 500 euro entro 15 giorni);
- il codice tributo da utilizzare per versare la sanzione è 8911.
 
Ad esempio:
Si supponga il caso di un contribuente che, il 16 aprile 2018, si accorge di non aver riportato, nello spesometro del secondo semestre 2017 (regolarmente presentato il 6 aprile), 90 fatture di acquisto.
Decide di correggere lo spesometro lo stesso giorno, versando contestualmente la sanzione da ravvedimento.
In tal caso, pertanto, a titolo di ravvedimento verserà l’importo pari a 10 euro (1/9 di 90 euro).
 
Problemi aperti
Se per lo spesometro del secondo semestre 2017 non sembrano esserci dubbi su come effettuare il ravvedimento, non può dirsi lo stesso per quello del primo semestre.
 
Infatti, poiché sono state congelate le sanzioni per le correzioni effettuate entro il 6 aprile 2018, si pone il dubbio, nel caso in cui dopo tale data dovessero persistere eventuali violazioni, sul momento a partire dal quale far decorrere il conteggio dei giorni per applicare le
riduzioni da ravvedimento.
 
In linea teorica, considerato che l’estensione al 6 aprile rappresenta una sorta di “sanatoria”, dovrebbero restare confermate le precedenti scadenze, con la conseguenza che il ravvedimento va calcolato comunque dalla data originaria di presentazione della comunicazione del primo semestre, fissata al 16 ottobre 2017.
 
Si tratta, comunque, di una interpretazione prudenziale che necessiterebbe di una conferma ufficiale.
 
Da Il Quotidiano IPSOA Saverio Cinieri - Dottore commercialista in Roma e Milano